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L’ulitmo NIE dovrebbe evidenziare le divisioni tra l’intelligence e l’esercito negli USA

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By W.H. Kent
Jan. 12th, 2012

L’ultimo NIE (National Intelligence Estimate) un rapport riservato della CIA e di altre 15 agenzie d’intelligence USA fornito al Congresso americano sostiene che la guerra in Afghanistan si e’ impantanata e avverte che gli avanzamenti recenti di truppe americane vengono soppesate da una corruzione rampante, incompetenza istituzionale e da guerriglieri talebani che combattono con la copertura del vicino governo pakistano.

Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che il rapporto sembra contrastare con le posizioni delle forze armate USA e del Pentagono che si sono sforzati recentemente per depingere il paese afghano come in ripresa, tanto da giustificare un ritiro completo di truppe americane entro il 2014.
Gia un anno fa fu devulgato al parlamento un NIE che screditava la posizione del Pentagono riguardo l’Afghanistan, dove il Pentagono sosteneva che le truppe USA avevano conquistato stabilmente determinate zone nel sud del paese. Il NIE dell’ora sosteneva invece che quelle conquiste furono rese possibili solo grazie al cosidetto “surge” cioe’ all’aumento di truppe e che le postazioni in questione si sarebbero ritrovate di nuovo a rischio una volta ritirate le truppe alleate.

All’epoca ci fu un responso stizzito delle forza armate che anche in questa occasione non hanno perso tempo a replicare. Il Generale dei Marines, John Allen, il Comandante delle forze armate USA nella guerra, Ryan Cocker e l’Ambasciatore americano in Afghanistan hanno diramato una risposta al vitriolo di una pagina. Sul documento c’erano anche le firme di James Mattis, Generale dei Marines e Comandante del “Central Command” nonche’ dell’Adm. James Stavridis, Comandante Supremo della NATO.

La risposta delle forze armate sostiene che l’informazione in mano all’intelligence e’ errata e che quest’ultimi non avrebbero una comprensione corretta della mentalita’ dei talebani.
Si trova in una posizione interessante l’ex Generale dell’esercito David Petreus, che l’anno scorso come rappresentante delle Forze Armate scrisse la replica al NIE dell’epoca e che ora si trova invece dall’altra parte del tavolo, nella veste di  direttore della CIA. Petreus giura che il suo passato nell’esercito non influenzera’ in alcun modo il lavoro che ora svolge come direttore della piu’ grande agenzia d’intelligence nel mondo. C’e piu di un motivo per dubitare che sia cosi ma lo analizzeremo piu avanti.


Per ora cerchiamo di capire come stanno veramente le cose in Afghanistan per le truppe USA. Nel 2009 il Presidente Obama si e’ deciso a inviare altri 33,000 soldati in Afghanistan e il numero di truppe stautinensi ha raggiunto il suo massimo (100,000) la scorsa estate. Ora ci sono 91,000 soldati nel paese e tutte le truppe dovrebbero essere ritirate entro il 2014.
Entrambi le parti concordano che l’aumento della scorsa estate abbia portato buoni risultati sul territorio, con conquiste importanti nel sud del paese dove i talebani avevano opposto una resistenza feroce.

La differenza tra le due parti starebbe nel credere o meno che il paese possa confermare le conquiste ottenute dal “surge” di truppe americane oppure se verrano sovrastate da attacchi talebani e velocemente sconfitte di nuovo. Questo secondo scenario, con i talebani di nuovo al potere, significherebbe una bruciante sconfitta per gli USA (come successe anche all’Unione Sovietica) visto che si ritroverebbe di nuovo con un Afghanistan governata dalle persone che gli USA hanno passato 11 anni (anzi, 13 anni nel 2014) cercando di cacciare, con gravi perdite sia a livello umano (1873 soldati americani uccisi fino a mercoledi scorso – 11 Gennaio 2012) sia a livello finanziario (100 miliardi di dollari e’ quello che la guerra in Afghanistan e’ costata finora).
La storia c’insegna comunque che bisogna prendere con le cosiddette pinze i rapport del NIE. Questi rapporti hanno una forte influenza sulla politica del Congresso americano ed entrambi i partiti spesso basano la loro visione di poltica estera e anche di sicurezza interna sulle conclusioni tratte in questi rapporti. Ma non sempre si sono rivelate attendibili.

I rapporti sono spesso frutto di negoziati segreti tra le parti del Congresso che hanno accesso a certe informazioni e il mondo dell’intelligence e delle forze armate. Nel 2002 per esempio, i rapporti dell’intelligence statunitensi negavano che Saddam Hussein in Iraq avesse armi di distruzione di massa. Lo negavano anche i contatti di piu’ alto livello dei servizi d’intelligence USA nei circoli governativi di Baghdad. Ma nel rapporto NIE del 2002 la CIA e gli altri contributori al NIE cambiavano improvvisamente tono e posizione. Era chiaro che furono costretti ad “accettare” la fortissima pressione applicata dall’amministrazione Bush per far “rivedere” la posizione dell’intelligence sull’Iraq e di cambiare certi passaggi per mettere piu’ in cattiva luce il regime di Saddam.
In effetti, si vede chiaramente in un documento della CIA (la bozza del “White Paper sull Iraq” del Central Intelligence Agency diramato nel 2002) in cui gia si spiegava la necessita’ di dichiarare guerra all’Iraq, ma che fu scritto e preparato molto prima dell’uscita del famoso documento del NIE sulle armi di distruzione di massa del regime di Saddam Hussein. E’ la prova della fortissima pressione “ad allinearsi” alla quale il mondo dell’intelligence USA e’ stato sottoposto da parte dell’amministrazione Bush. 

La stessa cosa avveniva nel frattempo in Inghilterra, dove il “White Paper” preparato dall’intelligence britannica fu cambiato sotto la pressione del governo Blair per favorire un attacco militare all’Iraq. Improvvisamente, sia i servizi sergreti statunitensi che quelli britannici furono convinti che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa e non solo, ma anche che era pronto ad usarle contro l’occidente.
Indagini approfondite dall’ora hanno dimostrato ampiamente che non vi erano armi di distruzione di massa in Iraq e che il mondo dell’intelligence fu gravemente manipolato e pilotato dalle amministrazioni politiche dell’epoca (Bush in USA e Blair in Gran Bretagna) per giustificare una guerra che quelle due amministrazioni volevano a tutti i costi.
Anche in questo caso, nel NIE ci sono in effetti alcuni punti di convergenza tra le due parti. Il primo riguarda il Pakistan. Sia le forze armate sia il mondo dell’intelligence concordano che il Pakistan stia offrendo copertura a guerriglieri talebani che usano il paese come base per prepare attacchi da effettuare in Afghanistan.

Un altro punto di convergenza, anche se non lo sembrerebbe, e’ che nel NIE attuale c’e anche una previsione sul futuro dell’Afghanistan che non e’ affatto rosea. Il rapporto sostiene infatti che il governo di Kabul difficilmente potra’ sopravvivere a un ritiro delle truppe USA. Si parla anche delle enormi difficolta’ a cui andranno incontro le truppe afghane e le forze di polizia locali nel controllare l’inevitabile insorgere di guerriglia talebana su vasta scala una volta che l’esercito USA abbia lasciato il paese.

Leggendo il rapporto con attenzione, si potrebbe legittimamente dedurre quindi il contrario di quello che sembra sostenere, cioe’ che il mondo dell’intelligence non crede che sia una buona idea che le truppe USA lascino l’Afghanistan. Guarda caso ora al capo della CIA c’e proprio un ex generale dell’esercito (Petreus) che, come detto prima, era una volta a capo delle forze armate USA in Afghanistan.
Quale modo migliore per giustificare un prolungamento del conflitto se non dichiarare che la fine di quel conflitto porterebbe piu’ male che bene a quel paese? Anche se nel frattempo si ferisce un po l’immagine delle forze armate, un rapporto NIE come l’ultimo puo’ avere una grande influenza sui deputati e i senatori che si troveranno in futuro a dover votare magari proprio su un prolungamento del conflitto in Afghanistan o su un eventuale aumento del budget per la spesa della difesa americana, soprattutto quando si pensa ai tagli gia annunciati dall’amministrazione Obama in quel settore. Tagli che probabilmente anche grazie a rapporti come l’ultimo NIE, non arriveranno mai.   


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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Gennaio 2012 11:47 )