a cura della redazione
by Cliff
Negli ultimi mesi, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha preso delle decisioni per fare capire al mondo che il cambiamento rispetto alle politiche della precedente amministrazione Bush sono nette e inconfutabili.
Un risalto specifico meritano due decisioni di Obama nell’ultimo anno: l’abrogazione del divieto imposto ai media di riprendere le cerimonie dei soldati caduti in guerra durante il rientro delle salme, e l’abrogazione del divieto di pubblicazione delle liste mensili di visitatori alla Casa Bianca.
Entrambi le decisioni segnano un cambiamento verso la segretezza con la quale Bush e Cheney portavano avanti le loro politiche quotidiane.
1- Il divieto per i media di riprendere le cerimonie di soldati caduti risale al 1991, quando si stava preparando la prima Guerra del golfo sotto il presidente George H.W. Bush. Il Segretario delle Difesa che spinse per quel divieto era, guarda caso, Dick Cheney. Il divieto era chiaramento diretto alla soppressione d’informazione riguardante i costi (umani) della guerra, in un periodo che segno’ l’inizio della copertura ossessiva della guerra da parte della stampa americana. La decisione di Cheney non aveva precedenti, visto che le cerimonie dei soldati caduti furono riprese e rese pubbliche dai tempi della seconda guerra mondiale, fino all’invasione di Panama nel 1989.
A proposito dei caduti durante l’invasione di Panama, fu proprio un evento ripreso dalle telecamere di tre grandi network americane (ABC, CBS e CNN) che probabilmente convinse l’amministrazione di allora a vietare le immagini: i tre network decisero di mandare in onda due immagini in contemporanea, il rientro delle salme su un lato dello schermo e la conferenza stampa di George H.W. Bush sull’altro. Successe che mentre su un lato scorrevano le immagini delle bare ricoperte dalla bandiera americana che passavano sotto gli occhi umidi dei familiari, sull’altro si vedeva George H. W. Bush che rideva e scherzava durante la conferenza stampa con i giornalisti. Il giorno stesso la Casa Bianca ricevette moltissime chiamate di americani infuriati per quell’esibizione.
Dal 1991 ad oggi, ci furono moltissime cause e denunce di professori universitari e costituzionalisti, intenzionati a rimuovere il divieto perchè violava chiaramente il primo emendamento della costituzione americana sulla liberta’ di stampa. Nonostante cio’, la legge resistì ben 18 anni, anche sotto la guida di Bill Clinton.
Alla fine dello scorso ottobre, Obama presidio’ il rientro di 18 bare con i resti di soldati uccisi in Afghanistan, alla base di Dover. I media hanno potuto finalmente, dopo quasi 20 anni, riprendere e mostrare al pubblico americano un presidente che onora i suoi caduti di guerra.
2- Un altro cambiamento di Obama riguarda l’abrogazione del decreto di segretezza che sull’elenco ufficiale di visitatori alla Casa Bianca. Anche questo divieto fu imposto dal duo Bush-Cheney, che converti gli elenchi in “dati presidenziali”, togliendoli cosi’ dall’occhio vigile dei media.
Molti articoli e dossier furono scritti da oppositori durante l’era Bush sulle riunioni tra l’amministrazione Bush e membri potentissimi delle lobby delle armi, del petrolio e di leader pseudo-religiosi, quali James Dobson, Gary Bauer and Jerry Falwell.
Anche se con qualche limitazione, per esempio sui nomi che riguardano incontri su questioni di sicurezza nazionale, l’amministrazione Obama ha deciso di pubblicare gli elenchi dei visitatori alla Casa Bianca per ogni mese dell’anno dopo 90-120 giorni.
“Abbiamo lo scopo di rendere quest’amministrazione la piu’ aperta e trasparante nella storia, non solo aprendo le porte della Casa Bianca a sempre piu’ americani, ma anche informando la gente sulle attivita’ che avvengono al suo interno”, disse Obama lo scorso settembre.
Qualche altro segnale positivo sulle intenzioni di Obama emerge anche dalla recente strage di soldati ad una base americana (Fort Hood) dove un Maggiore americano di religione musulmana uccise 13 persone e ne feri’ altri 70. Obama ha chiesto al Congresso di aspettare ad avviare le indagini per quella strage almeno fino a che non fosse completata l’indagine militare. “Cerchiamo di resistere alla tentazione di convertire questa strage in un teatrino politico”, disse Obama, probabilmente referendosi ai repubblicani e ai media americani, soprattutto quelli di destra, che stavano gia’strumentalizzando l’evento per riprendere a spingere gli americani verso l’odio dell’Islam.
Si ha ancora la sgradevole sensazione che Obama navighi tra divieti imposti, tra cose che vorrebbe fare e cose che gli permettono di fare. C’e ancora molta strada da fare, per esempio, sulle soluzioni fino ad ora molto deboli nei confronti dei giganti di Wall Street che hanno causato questa devastante crisi finanziaria, oppure sull’apparente impotenza con la quale si con tratta con l’Israele del falco Netanyahu, o anche sulla cultura di guerra e di odio verso l’Islam ancora molto presente nella stampa americana. Pur essendo ancora lontani dal roversciare completamente la segretezza e le politiche imposte da Bush e Cheney su tali questioni, per ora ci accontentiamo di un qualche briciolo di trasparenza in piu’ dopo otto anni di oscurantismo mediatico su questioni piuttosto scomode per la Casa Bianca.
by Cliff







