a cura della redazioneBy Cliff
Scoppia lo scandalo della CIA che sotto gli ordini dell’ex Vice Presidente Dick Cheney, avrebbe nascosto un programma di contro-terrorismo al parlamento americano. Lo ha raccontato ad una commissione d’intelligence mista (Camera e Senato) il nuovo direttore della CIA, Leon Panetta.
Non sono stati divulgati dettagli sulla vicenda ma la CIA ha rivelato che un indagine e’ stata avviata contro i metodi e anche contro i leader della CIA dell’epoca. Il coinvolgimento di Cheney ci dice che la Casa Bianca di Bush considerava il programma segreto di fondamentale importanza, a tal punto che neanche i legislatori americani dovessero esserne informati.
Quando il 23 giugno Panetta scopri’ il programma, lo chiuse immediatamente. I rapporti poco trasparenti tra la CIA e il parlamento americano iniziano a creare parecchie polemiche a Washington dove si ha la crescente sensazione che i servizi d’intelligence USA stiano chiaramente allontanandosi sempre di più dagli apparati ufficiali dello Stato. Anche la Presidente della Camera, Nancy Pelosi aveva lamentato recentemente la poca trasparenza dietro le tecniche di interrogazione usate e approvate dalla CIA.
Un assistente di Dick Cheney ha rifiutato di commentare la notizia e anche domande riguardanti il coinvolgimento dell’ex vice presidente nella vicenda.
La costituzione americana dice che la CIA e’ obbligata e divulgare al parlamento informazioni sulle attivita’ svolte, ma molti all’interno delle varie organizzazioni d’intelligence USA danno una larga interpretazione alla parola “informazioni”.
Michael V. Hayden, un generale in pensione, secondo molti ex ufficiali dei servizi segreti USA, era dell’idea che questo tipo di attività non rientrasse assolutamente nella sfera di cose da includere nei rapporti al parlamento. Molti negano lo scandalo sostenendo che molti politici erano a conoscenza del programma e che ne condividevano anche i principi.
Alcuni di questi ex ufficiali hanno dichiarato che Hayden riteneva necessario informare alcuni membri del Congresso se le operazioni avessero superato certi limiti. Ma il suo forse non era uno scrupolo legale, piuttosto, una preoccupazione che le attivita’ potessero essere scoperte da servizi d’intelligence di altri paesi, mettendo in forte imbarazzo gli Stati Uniti.
Molti analisti sostengono che le operazioni erano di natura troppo delicata per essere condivisa con chiunque, anche il Congresso americano. E sulle operazioni segrete, esiste un limite alla natura di dettagli da condividere con il ramo parlamentare dello.
Nel frattempo, la commissione d’intelligence della Camera bassa degli USA ha approvato legislazione che renderebbe molto più difficoltoso per i servizi d’intelligence trattenere informazioni dal parlamento. Qui si tratta di uno scontro tra il ramo esecutivo e il ramo parlamentare, contro la quale i padri fondatori degli USA avevano stabilito i “Checks and Balances” per assicurare proprio che un ramo dello stato non diventasse più forte d’un altro.
Ma alla fine ci ha pensato il presidente Obama a mettere a tacere tutti, minacciando incredibilmente di porre il veto su tale legislazione. Nonostante un timido tentativo del partito Democratico in parlamento di far presente ai repubblicani le violazioni diffuse durante gli anni dell’amministrazione Bush, Obama sembra non sostenere il suo partito e intraprende invece una strada che assomiglia piu’ ad una smentita







