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Tra moglie e marito ....

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Inizia in corrispondenza della battaglia legale quella mediatica tra i pro e i contro Veronica o Silvio, come una puntata di un qualunque reality che tanto piace a noi italiani. Chiaramente il Presidente può contare sul "fido" Feltri che il 30/04 su "libero" propone una "Veronica velina ingrata" con tanto di foto della moglie del premier a seno nudo.

 

 

 

Iniziava così qualche giorno fa la battaglia per la "ricostruzione di immagine" degli organi di informazione del presidente del consiglio ai danni della moglie.

A questo proposito si è espresso nel suo blog Beppe Grillo: 6 Maggio 2009
Nano iconoclastìa Vittorio Feltri è la punta più alta della neo
iconoclastia, della distruzione attraverso i mass media dell'immagine delle persone. Nel senso suino, spregiativo, psiconano del termine. Feltri rimarrà, ne sono sicuro insuperato. La pubblicazione a seno nudo su Libero (finanziato dai soldi pubblici) della (ancora) moglie del suo padrone elettivo dopo alcune dichiarazioni di Veronica Lario: "un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere" non ha precedenti. Mussolini e Hitler non sono arrivati a tanto, alle poppe della moglie sui giornali amici.
La neo iconoclastia, o nanoiconoclastia, è un movimento di carattere diffamatorio che si è sviluppato in Italia a partire dalla fine dello scorso secolo con l'obiettivo di distruggere la reputazione degli avversari. Alla base del movimento piduista mediatico vi è la convinzione che colpendo l'immagine di una persona attraverso i media di massa questa fosse indotta al silenzio o si normalizzasse.
Una convinzione del tutto corretta. Con Mondadori e Mediaset e spesso anche della RAI, un giudice può diventare un criminale, una puttana una donna di governo, un avversario politico un povero idiota. Chi non si fa comprare si distrugge. Un ordine del padrone, non sempre necessario, e Montanelli è un ingrato, un povero vecchio demente. Caselli un magistrato comunista in cerca di notorietà, Fini un traditore (poi pentito), Bossi un pazzo (poi pentito). A Fini che si dissociava nel 2007 fu servito, caldo caldo, da Striscia
La Notizia un servizio sulla sua nuova compagna. A Bossi che rifiutava negli anni '90 l'alleanza con Forza Italia, per mesi, fu dato sulle televisioni di Testa d'Asfalto del mitomane, del folle. Per una efficace nanoiconosclastia è necessario di disporre di servi pronti a tutto. Sono i kapò dell'informazione, i killer delle persone che si ribellano. Sgarbi, Feltri, Giordano, Belpietro, Rossella, Mimun, Fede sono solo alcuni tra le centinaia di manipolatori a pagamento della realtà. Gente che pagherebbe per disinformare. L'eresia va colpita e l'immagine dell'eretico va distrutta, storpiata, annullata.
L'effetto della nanoiconoclastia è il silenzio. Chi per paura, chi perché si è venduto, chi perché si è arreso. In un silenzio generale i pochi che parlano sono subito identificati. E' un vantaggio non da poco per chi vuole colpirli. E se affermano cose diverse dai più importanti media del Paese non possono che avere torto per chi non ha altre fonti di informazioni.
Una menzogna ripetuta per mesi e per anni diventa verità, ma non è la verità.
Il gioco del silenzio di chi sa tutto e non parla per non perdere la propria posizione sociale è l'aspetto più mortificante della nanoiconoclastia. Un silenzio preventivo. Dove sono i cosiddetti intellettuali? I cosiddetti giornalisti? I cosiddetti industriali?
Il gioco del silenzio non può durare a lungo. Il re è nudo e ha anche il culo di fuori.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
 
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Maggio 2009 17:35 )