a cura della redazioneBy Cliff
Qualche settimana fa, Goldman Sachs, la piu’ potente banca statunitense, ha sorpreso i mercati con utili nel secondo trimestre dell’anno a 3.44 miliardi di dollari. Una cifra astronomica che riporta la (ex) banca d’investimenti quasi ai livelli degli utili del 2007. Molti analisti si chiedevano come ha fatto la Goldman in un periodo nero per la finanza come quello attuale, a mettere a segno un utile tale, soprattutto quando i suoi rivali principali (Citigroup e Bank of America) non si sono neanche avvicinati a quelle cifre.
Certamente non proviene dall’intermediazione, che dovrebbe essere il core business delle banche. Ne’ proviene, come sostiene il CFO di Goldman, David Viniar, da semplice aggressivita’ lavorativa finanziaria, e neanche dagli aiuti dati ai SWF (sovereign wealth funds) nell’acquistare azioni debitorie americani e britanniche.
Ma allora come ha fatto Goldman Sachs, il grande squalo dello squallido mondo della finanza moderna, a mettere a segno un tale utile in tempi di crisi? Ad alcuni osservatori dei mercati e’venuto in mente la strana storia uscita la settimana scorsa dell’arresto da parte dell’FBI di Serge Aleynikov, che fino al giugno scorso, fu il vice presidente della “Equity Strategy Quantitative Analysis” di Goldman (conosciuta anche come “Quant”), dove aveva lavorato negli ultimi due anni.
La spiegazione dell’FBI per l’arresto era talmente complicata che la grande maggioranza dei quotidiani non hanno neanche provato a darne un dettaglio. Vediamo cosa diceva il rapporto FBI:
“Aleynikov aveva illegalmente, appositamente o inconsapevolmente, copiato, scaricato, informato e inviato un segreto di mestiere: un prodotto che fu creato e piazzato nel commercio internazionale, con l’intenzione di inviare quel segreto a qualcuno per il beneficio economico di qualcun altro che non ne era il proprietario.
Aleynikov, mentre era a New York, ne aveva copiato senza autorizzazione il codice proprietario di un istituto finanziario negli Stati Uniti e lo aveva trasferito su un computer in Germania”.
Se qualcuno ci ha capito qualcosa e’ un genio! In realta’ ci sono persone che conoscono i metodi
Ma cose’ esattamente questo High Frequency Trading?
Per spiegarlo bisogna tornare brevemente indietro nel tempo, quando i scambi sui mercati finanziari ancora si facevano sul “floor” del New York Stock Exchange (NYSE). All’epoca, i broker che rappresentavano un compratore di azioni scendevano sul “floor” del NYSE e andavano da un venditore chiamato lo “specialist” che compra e vende azioni. Lo facevano stabilendo un prezzo doppio, quello con la quale si compra un azione da qualcuno che la vuole vendere e il prezzo (un po piu alto) con il quale si vende l’azione a chi la vuole comprare. La differenza tra questi due prezzi e’ il modo in cui questi istituti finanziari guadagnavano soldi sul Wall Street ogni giorno. Ma il Nasdaq non ha mai adottato questo sistema, e attualmente, anche sul NYSE, il 97% delle transazioni avvengono sugli ECN (electronic communication networks). Quindi, ogni volta che noi sentiamo sui telegiornali che il prezzo della GE, per esempio, e’ salito di un quarto di punto, quello che in realta’ ci stanno dicendo e’ solo l’ultimo prezzo con la quale quell’azione e’ stata venduta, mentre i computer hanno, nel frattempo, già stabilito un altro prezzo.
Se quindi, un azione viene comprata a $2.10 e viene rivenduta a $2.11, il trader ha gudagnato 1 centesimo, ma se le azioni scambiate sono un milione, il trader ha gudagnato $10,000. Questo numero rappresenta, di fatto, il “profit margin“, del trader. I trader comunque devono stare attenti, perche se si lasciano prendere dall’avidita’, cercando di esagerare il profit margin con uno spread enorme, altri trader potrebbero accorgersi della mossa ed entrare in gioco anche loro, riducendo il profit margin del primo. Loro quindi agiscono cercando di guadagnare il massimo senza essere cosi aggressivi dal permettere agli altri trader di entrare con dei spread più bassi e rubargli parte del lavoro.
Cerchiamo di dare un esempio per far capire il meccanismo: immaginiamo che tu vuoi fare un trade sul NYSE. Chiami il tuo borker chiedendogli di comprare un milione di azioni di, Intel per esempio, a $15. Dopo tu chiami (illegalmente) il cellulare di un amico che sta gia sul floor del NYSE e gli chiedi di comprare le stesse azioni allo stesso prezzo, subito. Dopo qualche minuto, il broker incaricato da te precedentemente arriva sul floor e offre lo stesso prezzo. Ma avendo appena venduto un milione di azioni a quel prezzo al tuo amico, lo specialist alza il prezzo, magari a $15.25 e chiede agli altri broker chi vuole vendere a $15.25. Ovviamente il tuo amico che ha appena comprato a $15 e’ ben disposto perche il suo/tuo guadagno sara’ di $250,000!
Questa pratica, che ha a che fare con la velocita’ di consenga degli ordini di compravendita finanziaria, si chiama “Latency” (latenza) ed e’a dir poco discutibile a livello morale. Un sistema che consegna lentamente gli ordini si dice che abbia una “latenza alta”, mentre una latenza bassa, rappresentata, per esempio, dal tuo amico sul “floor” del NYSE, e’ quella che porta una consegna immediata dell’ordine di compravendita.
L’arresto di Aleynikov potrebbe aver riguardato l’uso di un sistema di bassa latenza, menzionato dal suo C.V. su Linkedin, descritto da se stesso come “l’architettura e l’implementazione di una latenza estremamente bassa,
Si sa che i broker di molte banche, per difendersi dal rialzo di prezzi di acquisto causato dalle loro stesse strategie, nel programmare le compravendite, mascherano i grandi acquisti dividendoli in molte piccole operazioni, in modo da non dare nell’occhio agli altri broker. La speranza e’ che i grossi trade mascherati passino cosi inosservati, evitando un rialzo improvviso del prezzo di un azione.
Questo sistema in teoria puo’ funzionare, ma non contro i mostruosi computer e gli algoritmi di Goldman, che sono in grado di vedere ed agire in un microsecondo contro le normali tutele del mercato. I computer incredibilmente sofisticati della Goldman possono “vedere” quando un istituto stia cercando di nascondere un grosso ordine di acquisto o di vendita. Inoltre, questi computer sono stati porogettati per sapere in anticipo gli sviluppi della borsa quando una grossa operazione viene portata avanti. Una volta che tu sai quanti e quali grossi ordini stiano per partire, come reagira’ il mercato e avendo a disposizione un attrezzatura logistica come quella della Goldman, fare montagne di soldi in pochi secondi e’ un gioco da bambini.
Un istituto normale impiega qualche secondo per inviare un ordine al mercato, ma nel frattempo, la Goldman, che gia’ sa dell’operazione in arrivo, ha già comprato tutte le azioni disponibili. Quando l’ordine dell’altro istituto arriva, Goldman e’ gia padrone di quelle azioni e non ci vuole un genio per capire chi sara’ a soddisfare quell ordine d’aqiuisto ad un prezzo leggermente piu’ alto: la Goldman Sachs.
Quando si ha possesso di algoritmi e computer come quelli della Goldman, puo’ bastare una frazione di secondo di anticipo sull’ordine per agire e guadagnare somme da capogiro.
I difensori di Goldman e di questo sistema sostengono che protegge i piccoli investitori perche e’ in grado di “stoppare” i loro ordini prima che vengono inviati al NYSE ad un prezzo piu’ alto di quello richiesto. Questo in parte e’ vero, ma molti analisti fanno presente che queste pratiche si scontrano direttamente con gli interessi di piccoli investitori, perchè aziende come la Goldman possono vedere i grossi ordini in arrivo ed agire per sfruttare al massimo la reazione del mercato a quell’ordine.
Ecco da dove provengono gli utili da capogiro della Goldman Sachs. Quando un colosso come la Goldman inizia ad utilizzare certe pratiche, riesce a scalzare anche chi prima di lei li utilizzava. Ne sa qualcosa il fondo “Rennaissance Technologies” del Dr. James Simons che stupiva i mercati con utili di miliardi di dollari anno dopo anno. Simons ha fatto per un decennio quello che la Goldman sta facendo ora, solo che adesso, gli utili di Simons si sono ridotti drasticamente. Il nuovo stratosferico potere di Goldman si e’ mangiato quasi tutti gli utili dello “stupefacente” fondo di Simons.
Se Simons non riesce a reggere la concorrenza della Goldman in questo campo, come si puo’ sperare che un piccolo investitore riesca a mettere a segno veri utili in un mercato segnato da uno squilibrio tale?
Ancora una volta una pratica che neanche troppi anni fa avrebbe fatto inorridire gli operatori del settore oggi viene vissuta come una forma di ordinaria amministrazione. Oppure e’ la mancanza d’informazione e la scarsa conoscenza di questi sofisticatissimi sistemi a tenerli lontano dai pensieri dell’uomo comune. In effetti questo cose avvengono anche grazie ai media codardi e accondiscendenti verso i poteri forti americani, alla Goldman Sachs. Ne e’ la prova la quasi totale mancanza di notizie o di approfondimenti su questo tema da parte della stampa americana, tranne sui blog.
In realta, per mettere fine a queste pratiche potrebbe bastare la Tobin Tax, proposta qualche anno fa dall’economista premio Nobel, James Tobin, che introdurrebbe una tassa mondiale sulla speculazione a breve termine. Una tale tassa chiuderebbe in pochi secondi questi sistemi, ma con Obama che in America viene accusato quotidianamente di essere un “socialista” solo per aver proposto le stesse soluzioni alla crisi dei suoi predecessori, sara’ difficile credere che questo possa succedere, per la gioia di Goldman e dei suoi inarrivabili sistemi informatici.







